martedì 2 giugno 2015

The Witcher 3... Killing monsters

Piattaforme: PS4, XboxOne, PC

Genere: Action GDR

Sviluppatore: CD Project

Data Di Uscita: 19 maggio 2015



Giocato su PS4




Come possiamo essere obiettivi su uno dei videogiochi più attesi di sempre? Sull’annunciato “capolavoro” ancor prima dell’uscita? Non si può, ecco perché abbiamo atteso qualche giorno prima di scrivere questa recensione, così da dare impressioni a freddo quanto più oggettive possibili, e devo dirlo, non sono tutte buone. Si. Lo scriviamo e ce ne assumiamo ogni responsabilità: The Witcher 3 poteva essere l’rpg definitivo, un titolo con tutte le carte in regola e le potenzialità per essere IL capolavoro, ma si limita ad essere un gioco di ottima fattura, per motivi tutt’altro che trascurabili in action-rpg di questo calibro…



Il mondo non ha bisogno di eroi, ma di professionisti
I difetti non si annidano nella trama, né nella narrativa. Questa volta il nostro caro Geralt sarà incaricato dal nuovo imperatore dei regni settentrionali a trovare Ciri, figlia adottiva dello strigo e figlia biologica di sua maestà. Con questa premessa i CD Project hanno costruito una trama degna dei migliori videogiochi, sorretta da una narrativa che dovrebbe fare invidia a qualunque casa produttrice, in grado di rendere interessante ogni minuto di gioco, dalla trama principale alle quest secondarie. Avete letto bene, persino nelle quest secondarie, che sia una semplice corsa di cavalli o un torneo di gwent, avremo a che fare con una sotto-trama più o meno intrecciata alla principale, sempre intrigante e ben scritta, persino alcuni contratti da Witcher hanno un plot più o meno abbozzato. Naturalmente alle quest sono stati affiancati dei personaggi di un certo livello, ed è stato grosso lo stupore quando, aprendo il glossario (una sorta di codex in stile Bioware), abbiamo trovato centinaia di personaggi diversi, tutti dotati di una caratterizzazione certosina: sia esso un barone malinconico e malvagio solo all’apparenza o un cacciatore di un piccolo paesino divorato dai sensi di colpa, ogni singolo personaggio, con il suo passato, riesce ad arricchire la lore del gioco, rendendo alcune scelte morali davvero difficili, anche a causa di una situazione non sempre chiara, con varie sfumature di grigio, e del grosso impatto, sia nel lungo che nel breve periodo, che alcune scelte possono avere. I dialoghi senza peli sulla lingua e le varie scene crude e senza censure, atte a mostrare ciò che l’uomo è davvero in grado di fare se dà sfogo al suo cinismo, non sono che la ciliegina sulla torta di un lavoro già perfetto. No, sul serio, il game design è eccezionale, come anche la sua sceneggiatura: alcune scene sono in grado di lasciarvi a bocca aperta e/o scioccati, in base alla sensibilità del videogiocatore, e i CD Project sono davvero stati in grado di creare un’atmosfera cupa e matura, in grado di trasmettere al videogiocatore i disagi che inevitabilmente la guerra e ed una politica sanguinaria portano con sé.



Non sei al circo, piroetta!
Se fino ad ora abbiamo semplicemente elogiato il lavoro della casa di sviluppo polacca, ecco che nel gameplay si intravedono le prime crepe: per quanto siano  incentrati tutti nel combat system e nella struttura delle quest, gli errori sono così grossolani da avere ripercussioni anche nelle parti GDR del titolo, ma andiamo con ordine.
Tutte le missioni, principali e non, sono strutturate in 3 fasi: parla con tizio, usa i sensi da Witcher per indagare, uccidi/risparmia caio. Tutto qua. Nulla di diverso, nessun enigma, nessun puzzle ambientale o fasi platform per spezzare la monotonia. Come se non bastasse l’IA mal calcolata dei combattimenti e il basso livello di sfida può facilmente portare a noia i videogiocatori più esigenti. I mostri infatti, nonostante la buona varietà che avrebbe permesso agli sviluppatori di fare qualcosa di simile a quanto già visto in Monster Hunter (quantomeno nei contratti facoltativi), non hanno dei pattern di attacco complessi, e la pesante circoscrizione in zone, ci permette di uscire, ricaricare le pile e tornare dal boss più forti che mai, rendendo gli scontri anche contro i mostri di livello più alto una passeggiata.
Alla fin della fiera, la varietà sarebbe data dalle attività secondarie quali la corsa a cavallo, la lotta a mani nude, la ricerca di equipaggiamento raro, e il gwent, un gioco di carte ben inserito nel prodotto. Ahimè l’IA rende anche queste attività poco gratificanti. Per vincere una corsa è sufficiente posizionarsi davanti all’avversario senza farlo passare, per vincere un incontro basta contraccare, i dungeon non sono lineari, ma si limitano ad essere una mera passeggiata nelle grotte, senza bivi e nemici rilievo. Carino invece il gwent, ma una volta accumulate un certo numero di carte rare, diventa una passeggiata vincere.
Le fasi GDR invece sono ben studiate, con un ottimo crafting, una buona crescita del personaggio (anche se un po’ lenta) legata sia ai mutageni che ai punti esperienza, ma il basso livello di sfida ci permette di ignorare il tutto, rendendo inutili anche l’effetto delle pozioni. Proprio per questo consigliamo tutti di giocare a difficoltà difficile, così da dare un senso alle ben realizzate parti ruolistiche.



Un vero peccato se si pensa alla longevità: potete raggiungere i titoli di coda in 20-30 ore, ma il gioco saprà tenervi impegnati anche per 200 grazie all'immensa mappa adornata dalla miriade di attività per ogni cittadina che visiterete.
Tecnicamente parlando, nulla da eccepire, neanche pensavamo che una ps4 potesse raggiungere un tale livello. Abbiamo riscontrato una miriade di bug che rovinano parzialmente l’immersività del titolo, ma non è nulla non possa essere risolto tramite patch.

TIRANDO DEL SOMME
Fa male dover scrivere che The Witcher 3 è “solo” un ottimo gioco. Le potenzialità per essere il miglior GDR di sempre c’eran tutte, ma CD Project si è persa in un bicchier d’acqua, contrapponendo una trama ed una narrativa da oscar ad un combat system ed un IA mediocre. Per fare un paragone diretto, il gioco è consigliato a tutti coloro che hanno apprezzato Skyrim, quanto agli altri, sarebbe il caso di valutare con un po’ più di attenzione l’acquisto.



Pregi:
Trama e narrativa da oscar
Immenso
Grafica Ineccepibile

Difetti:
Combat system ed IA basilare
Struttura delle quest ripetitiva
Bug a iosa.


VOTO: 8,5

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